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La
Denominazione di Origine Protetta
I
luoghi di produzione.
La DOP 'Umbria' prevede ben
cinque distinte sottozone di produzione, condizionate dalle diverse varietà
d'olive la cui diversificazione botanica, unitamente alle diverse
condizioni pedoclimatiche, attribuisce l'esclusiva tipicità all'olio di
ogni specifico territorio. Le sottozone sono:
Colli di Assisi-Spoleto,
Colli Martani,
Colli Amerini,
Colli del Trasimeno
Colli Orvietani.
Per ciascuna di queste sottozone vengono individuate le condizioni
pedoclimatiche e varietali, le rese produttive nonché le tecniche
agronomiche , di trasformazione e conservazione. Gli oli delle cinque
sotto denominazioni sono sostanzialmente delle mélanges, ovvero
miscele di liquidi estratti a freddo per semplice molitura dalle diverse
varietà di olive.

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OLIO
EXTRA VERGINE DI OLIVA Denominazione
Origine Protetta
U
M B R I A



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DALL'OLIVO
ALL'OLIO
La
raccolta delle olive
- Epoca
di raccolta delle olive
- Il periodo
ottimale per effettuare la raccolta delle olive è quello in
cui si ottiene la massima produzione di olio con le migliori
caratteristiche organolettiche (sapore, profumo ecc.). Al
contrario di quanto diffusamente si crede, tale stadio non
corrisponde alle fasi più avanzate di maturazione delle
olive; infatti con il procedere della maturazione l'aumento
della resa in olio delle olive è solo apparente, dovuto cioè
ad una progressiva perdita di acqua da parte della polpa e non
legato ad un ulteriore accumulo di olio. La raccolta quindi
deve essere eseguita nel momento in cui, raggiunto il massimo
sviluppo delle olive ed una buona ineolazione, la cascola non
ha ancora determinato una sensibile perdita di prodotto. Nel
corso della maturazione si assiste, in particolare per alcune
coltivazioni quali Moraiolo, Leccino e Dolce Agogia, ad una
colorazione progressiva delle olive (invaiatura) che interessa
inizialmente l'epidermide per poi diffondersi, con il passare
del tempo, nella parte piu interna del frutto.
- E' possibile
identificare le seguenti fasi di maturazione:
FASE 1 - 100% di olive verdi
FASE 2 - 50% di olive invaiate a livello della buccia
FASE 3 - 100% di olive invaiate a livello della buccia
FASE 4 - 50% di olive invaiate in profondità
FASE 5 - 100% di olive invaiate in profondità
- E'
consigliabile terminare la raccolta delle olive non oltre la
fase numero 4 e comunque prima di aver raggiunto un livello di
cascola pari al 5-10%. Tale situazione, nei nostri ambienti,
si verifica di norma intorno alla metà del mese di dicembre.
Se si vuole poi puntare all'ottenimento di un olio di elevate
caratteristiche organolettiche e quindi alla
"tipicizzazione" del prodotto, è bene raccogliere
le olive nelle fasi 2 e 3 che corrispondono rispettivamente
alla parziale e totale colorazione superficiale del frutto.
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- Criterio
di stoccaggio delle oliv
-
- Per ottenere un
olio con elevate caratteristiche di qualità è consigliabile
molire le olive entro breve tempo (massimo 1-2 giorni) dalla
raccolta. Non sempre però è possibile per i frantoi lavorare
le partite di olive che giornalmente vengono consegnate e quindi
è necessario provvedere a stoccare per più giorni le olive in
attesa della molitura. Durante questa attesa possono avvenire
nel frutto delle modificazioni chimiche che portano ad un
aumento del grado di acidità e di ossidazione dell'olio. Tali
processi avvengono rapidamente se la conservazione si protrae
per più di 3-5 giorni, in particolare se le condizioni di
conservazione non sono quelle ottimali e se si tratta di olive
in avanzato stadio di maturazione, oppure lesionate, cascolate o
attaccate dalla Mosca olearia. Le condizioni migliori per la
conservazione delle olive sono le seguenti:
- Bassa temperatura (10-15 gradi centigradi)
- - Bassa umidità
relativa (non superiore al 50-60%);
- Stoccaggio in strati sottile con circolazione di aria tra
diversi strati.
Un sistema tra i piu razionali di stoccaggio delle olive,
consiste nella realizzazione di strati di altezza non superiore
a 10-12 cm. Tale disposizione può essere fatta sul pavimento o
meglio utilizzando dei graticci a telaio sovrapponibile. Con
tali strutture si consegue una notevole economia ed una migliore
condizione di conservazione dovuta alla circolazione dell'aria;
in alternativa si può ricorrere all'uso di cassette di plastica
forata, evitando comunque la formazione di strati superiori a
20-30 cm. E' bene ricordare che, anche adottando condizioni di
stoccaggio razionali, quanto minore è il tempo di conservazione
delle olive tanto migliore risulterà essere la qualità
dell'olio.
Le operazioni di
pulizia
-
- Prima di
iniziare i processi di estrazione occorre pulire accuratamente
le olive eliminando tutti i corpi estranei che potrebbero
guastare l'olio ottenuto. Manualmente, o grazie a macchine
automatiche ad aspirazione, le olive vengono separate dal
fogliame residuo e dalle altre impurità. Inoltre se le olive
sono state a contatto con il terreno, occorre anche procedere al
lavaggio in acqua corrente (esistono macchine apposite) a
circolazione forzata che elimina i frutti da ogni residuo
terroso. Se invece le olive sono state raccolte manualmente
tramite brucatura, e sono pulite, il lavaggio non è più
necessario e questo contatto con l'acqua se non indispensabile,
va evitato.
L'estrazione
dell'olio
L'operazione di
estrazione dell'olio dalle olive si può dividere in tre fasi
principali: frangitura, gramolatura, spremitura.
Frangitura
Frangere (da cui il nome frantoio)
vuol dire letteralmente rompere: in questa fase infatti la polpa e
i noccioli delle olive vengono lacerati a fondo attraverso un
energico trattamento eseguito con la molazza (l'antica macina
dalle ruote di pietra) o con i moderni frangitori a martelli.
Gramolatura
Questa operazione consiste in un
continuo e prolungato sfregamento delle paste provenienti dalla
frangitura (o molazzutura). Ciò favorisce la rottura delle
emulsioni acqua olio, formatesi durante la frangitura, e l'unione
delle goccioline d'olio in gocce sempre più grandi, tali che
queste si separino piu facilmente dall'acqua di vegetazione. Anche
se questa operazione favorisce nel contempo l'insorgere di difetti
nell'olio, essa è da considerare un "male necessario",
perché solo se le cose procedono, potremo raggiungere i
rendimenti dell'80-85% nell'estrazione dell'olio totale. La
possibilità di insorgere di difetti nell'olio durante la
gramolatura è dovuto al fatto che questo lento e particolare
mescolamento porta infatti ad un aumento della temperatura intorno
ai 25-30 gradi ed ad un intenso scambio tra l'olio e l'acqua,
provocando sia il passaggio dell'uno all'altro dei due componenti
e viceversa, sia l'attivazione o la continuazione dei meccanismi
di alterazione idrolitica e ossidativa. Tutto questo va ad
incidere in una più o meno marcata modificata organolettica del
prodotto (concentrazione fenolica ecc.) che risulta tanto più
intensa quanto più è avanzato il grado di maturazione delle
olive. Da ciò se ne deduce che i tempi e le condizioni di
molitura e gramolatura, non sono standardizzabili ma devono,
invece,essere attentamente valutati in base al grado di
maturazione e allo stato igienico-sanitario delle olive.
Spremitura
Una volta pronto il mosto oleoso, si
procede alla fase dell'estrazione vera e propria, che porta alla
definitiva separazione delle tre componenti della pasta, ossia
sansa, acqua di vegetazione e olio. Esistono vari metodi per
giungere al prodotto finito, ma a grandi linee possono essere
ricondotti a due grandi gruppi, fondati sul carattere discontinuo
o continuo dell'operazione.
Al primo gruppo fa capo il più tradizionale dei sistemi,
l'estrazione per pressione meccanica: la pasta viene posta sui
dischi di fibra vegetale (i fiscoli, che oggi sono fatti più
spesso di materiali sintetici) e i dischi vengono impilati sotto
la pressa, dove la pressione cresce nell'arco di circa un'ora fa
fuoriuscire la componente liquida oleosa (olio mosto). La parte
solida che dopo la spremitura resta aderente ai fiscoli è la
sansa, elemento di grande importanza nell'economia tradizionale
dell'olivicoltura: ottimo combustibile, la sansa contiene ancora
dal 2 al 6% di materia grassa, che potrà essere separata con
l'impiego di particolari solventi, esano soprattutto, con
procedimento analogo a quello utilizzato per gli oli di semi.
I metodi continui, oggi maggiormente utilizzati, hanno sostituito
alla pressione altri principi fisici che conducono alla
separazione dell'olio dalla parte solida. Il sistema estrattivo
per centrifugazione, ad esempio, sfruttando il diverso peso
specifico dei singoli componenti, conduce prima alla separazione
dei sansa e parte liquida, e in seguito isola la componente oleosa
dall'acqua di vegetazione. Un altro metodo, la percolazione, fa
leva invece sulla diversa tensione superficiale che l'olio
possiede rispetto all'acqua di vegetazione; nell'immersione
ritmica di lamine di metallo inossidabile nella pasta di olive,
viene progressivamente raccolto il liquido che aderisce alla loro
superficie. Con questo sistema si estrae dal 60 al 70% dell'olio
contenuto nelle olive. Il rimanente viene separato dai residui di
buccia e noccioli in un sistema centrifugo, ed è ancora
attraverso un ulteriore trattamento di centrifugazione che verrà
eliminata l'acqua di vegetazione residua. Indipendentemente dal
metodo usato, al termine di queste operazioni, l'olio va fatto
riposare, affinché tutte le sostanze estranee si depositano sul
fondo (decantazione), dopodiché si procede al travaso. Dopo un
breve periodo di riposo a secondo dell'esigenze del cliente e
della qualità del prodotto a disposizione l'olio può essere più
o meno sottoposto a un processo di filtrazione che lo rende più
limpido (c'è chi lo preferisce opaco). A questo punto l'olio
viene confezionato in bottiglie il più possibile opache o in
lattine, che lo garantiscono dai danni della luce e lo proteggono
dal calore eccessivo, e viene avviato verso i luoghi di consumo.
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- Conservazione
e stagionatura
L'olio
che non viene subito commercializzato va conservato in
recipienti opachi, al riparo dalla luce e dalle temperature
eccessive. La temperatura va infatti mantenuta costante
intorno al 14-15°C. Altresì l'olio dovrà essere travasato
dopo alcuni mesi per liberarlo dalla morchia che durante
questo periodo si sarà depositata sul fondo. Un nuovo
travaso dovrà infine essere effettuato dopo altri sei mesi,
nel corso dell'autunno.
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Pregi
e difetti dell'olio
- Difetti
dell'olio
- I difetti
possono avere tre tipi di origine:
1) per cattiva coltivazione, cattiva raccolta, cattiva
conservazione delle olive:
- - verme: aroma
caratteristico di oli provenienti da olive attaccate dalla
mosca;
- terra: aroma caratteristico di oli ottenuti da olive raccolte
a terra;
- - muffa: aroma
caratteristico di oli provenienti da olive che hanno subito una
copertura micologica causata da conservazione in ambiente umido
e male areato;
- - avvinato:
aroma caratteristico di oli ottenuti da olive non fresche che
hanno subito la fermentazione alcolica ed acetica, con
conseguente formazione di etanolo, acido acetico ed acetato di
etile;
- - riscaldo:
aroma caratteristico di oli ottenuti da olive ammassate per
lungo tempo che hanno subito varie trasformazioni,
principalmente la fermentazione lattica;
- 2) per cattiva
tecnologia di estrazione:
- fiscolo: aroma caratteristico di oli ottenuti per pressione
con setti filtranti vegetali sporchi;
- cotto: aroma caratteristico di oli che hanno subito un
riscaldamento prolungato durante la frantumazione e la
gramolazione della pasta di olive;
- - metallico:
aroma caratteristico di oli ottenuti con impianti nuovi o
utilizzati per la prima volta;
- - acqua di
vegetazione: aroma caratteristico di oli rimasti per lungo tempo
a contatto con le acque di vegetazione;
- 3) per cattiva
conservazione degli oli;
- rancido: aroma caratteristico di oli ossidati;
- - morchia: aroma
caratteristico di oli recuperati da fondami o da olive
eccessivamente mature rimaste ammassate con fuoriuscita dell’acqua
di vegetazione;
- - putrido: aroma
caratteristico di oli rimasti a contatto con i propri fondami
che hanno subito fermentazioni anaerobiche;
- - cetriolo:
aroma caratteristico di oli che sono stati conservati lungo
tempo in recipienti ermetici di banda stagnata ed è dovuto alla
formazione di 2,6-nonadienale.
Pregi dell’olio
- Sensazioni
gradevoli:
- - fruttato
armonioso: aroma che ricorda l’odore ed il gusto del frutto
fresco giustamente maturo che rimane intatto nel corso dello
stoccaggio delle olive e dell’estrazione dell’olio;
- - fruttato
forte: aroma dello stesso tipo ma con caratteristiche più
pronunciate;
- fruttato maturo: aroma gradevole un po’ attenuato quasi
dolce tipico di oli ottenuti da frutti troppo maturi;
- fruttato stanco o spento: aroma di fruttato di caratteristico
di oli molto vecchi.
- Altre sensazioni
che, anche se non sono dei veri difetti sgradevoli, penalizzano
la qualità degli oli:
- - acerbo: gusto
di oli ottenuti da olive molto acerbe;
- foglia: aroma di oli ottenuti da olive macinate con foglie;
- grossolano: gusto di alcuni oli che all’assaggio danno una
sensazione di viscosità eccessiva;
- dolce: sapore di un olio che, senza essere chiaramente
zuccherato, completamente privo di sfumature amare;
- amaro accentuato: gusto di oli con un contenuto molto elevato
di alcune sostanze fenoliche.
- Testi:
- Federico
Mariotti
- Maurizio Pescari
- Giulio Scatolini
- CIA
- Coldiretti
- Confagricoltura
- 3A-Parco
Tecnologico Agroalimentare
- dell’Umbria
- Camera di
Commercio di Perugia
- Co.Re.Ol.
- Panel
Interprofessionale Aprol Perugia
- Coordinamento:
Susanna Picchio
- Prestampa:
Futura Coop - Perugia
- Stampa: Litograf
- Todi
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